Candele & Arte

 

Descrizione

Le candele hanno una storia lunga nella nostra società, sono comparse circa 5.000 anni fa e dunque sin da tempi remoti hanno illuminato il percorso evolutivo dell’uomo. Vi sono infatti numerose testimonianze archeologiche dell’impiego delle candele già all’epoca degli Egizi, dei Greci e dei Romani.

Questi incantevoli ed affascinanti oggetti, nacquero con lo scopo di rischiarare dal buio della notte prima, e vennero utilizzate poi anche nelle cerimonie liturgiche e religiose. Alle candele infatti veniva attribuita anche la capacità di protezione.

 

Storia

È conoscenza comune che, prima che si scoprisse il modo di utilizzare l'energia elettrica, le case venivano illuminate con gli specchi, con le lampade ad olio e a gas o con le candele.

Per i cristiani hanno una doppia importanza: sono usate come decorazioni ma anche per simbolizzare e rappresentare la luce di Dio. Per il Cristianesimo infatti sono emblema di fede profonda e simbolo di rinascita nella purezza; è sufficiente ricordare infatti la presenza del cero acceso sull’altare, durante le cerimonie del battesimo e della Pasqua. I Romani nell’antichità fabbricavano le candele in modo rudimentale ma efficace; queste venivano fabbricate immergendo una corda di canapa in un contenitore pieno di pece calda e liquida; estraendo lo spago, la pece che vi rimaneva appiccicata a poco a poco si solidificava. Successivamente la “candela” veniva immersa nella cera calda e allo stato liquido; quando la cera, a contatto con l'aria, diventava solida la candela poteva essere utilizzata. Queste candele emanavano un forte odore di sego (grasso animale con cui era largamente composta a quel tempo la cera).

Per renderne più efficace l'illuminazione, candele e lucerne venivano moltiplicate (nel Seicento, per illuminare i giardini di Versailles si giunse ad accendere 24.000 lumi), poste innanzi a specchi e ad altezze diverse mediante colonne, candelieri, candelabri (ossia candelieri a più luci, come quello a sette bracci della cultura ebraica) o appese al soffitto con lampadari che venivano abbassati con sistemi di carrucole, corde o catene, in modo da poterli accendere.

Per le candele inodori è necessario giungere al 1818, quando due francesi (Braconneau e Simonin) fabbricarono le prime candele di stearina, una cera priva di grassi animali, che permetteva peraltro di ottenere una combustione superiore.

Qualche anno più tardi, nel 1834, un altro francese inventò uno stoppino ritorto (imbevuto di acidi), che rese le candele più luminose. È invece di Newton (un inglese) l’invenzione, avvenuta nel 1846, di una macchina capace di produrre candele; più tardi nel 1850 si ottenne dai derivati del petrolio la paraffina che viene usata tuttora nella fabbricazione delle candele come combustibile sintetico, sottoprodotto della distillazione del carbone che faceva una luce più chiara e più pura e costava meno della cera, del sego e della stearina. Da allora la tecnica della produzione delle candele industriali si è solo pefezionata e velocizzata ma la procedura non é cambiata di molto.

La fantasia dei produttori si è però sbizzarrita ed ha creato ceri e candele dalle forme eleganti, buffe, classiche o bizzarre, aggiungendo al fascino misterioso della luce della candela, colori e fragranze profumate e decisamente gradevoli.

Al giorno d’oggi le candele vengono prodotte utilizzando principalmente la paraffina, sostanza ottenuta dal petrolio. Esse non vengono più utilizzate principalemte per la funzione che avevano in passato, ovvero quale unica forma di illuminazione nelle case come per le strade; l'energia elettrica infatti ha permesso di sostiturle con sistemi più comodi; ma le candele non sono mai scomparse dalle nostre case, e sono ancora oggi le nostre fedeli compagne nei momenti di emergenza, dopo un improvviso black-out, oppure nei momenti di gioia e di relax. Un compleanno, non è ben festeggiato infatti, se non si soffia sulle candeline, affidando a questo gesto la responsabilità di fare avverare un desiderio. È infatti notevole il loro misterioso fascino sui bambini, che spengono con un soffio le candeline della torta di compleanno...

 

Passione mediterranea

Come già riportato, oggi le candele non illuminano le nostre case solo in casi eccezionali o di emergenza: questi oggetti sono diventati ormai a pieno titolo complementi d’arredo, oggetti di design e d’arte richiesti per personalizzare l’abitare. L’uso delle candele, così consolidato nei Paesi nordici, ha ormai conquistato anche l’area del Mediterraneo.

Una festa o un evento particolare e raffinato possono essere resi meno scontati e più suggestivi ed affascinanti, solo disseminando qua e là alcune candele accese, che rendono sempre l’atmosfera più accogliente e rilassata.

 

Modi di dire nel linguaggio moderno

- Accendere una candela ai Santi e una al diavolo” = cercare i favori di tutti, anche di persone in contrasto fra loro;

- “Accende una candela alla Madonna o a Sant’Antonio” chi l’ha scampata bella;

- “Legge al lume di candela” il “povero in canna”;

- “Il gioco non vale la candela” = il risultato che si può raggiungere non è tale da giustificare la fatica che occorre per ottenerlo;

- Si dice “bada all’olio e non al lucignolo” per esortare a preoccuparsi delle cose essenziali, tralasciando quelle secondarie;

- “Reggere la candela (o moccolo)” = favorire una relazione amorosa; stare in compagnia di due innamorati.

 

La materia prima e la preparazione

Fin dall’antichità la cera, per la sua malleabilità, ha avuto un vasto impiego; su tavolette di cera si imparava a scrivere, veniva plasmata per realizzare figure di divinità o giochi per i bambini piccoli come bambole e cavallini… Nel settore artistico la cera è stata impiegata, da Greci e Romani, nelle pitture parietali dove, usando la tecnica dell’encausto, il colore veniva sciolto nella cera fusa; di questo impiego si può citare tra gli altri lo straordinario esempio che ci rimane di Pompei.

Con il termine cera ci si riferisce solitamente alla sostanza secreta dalle api e usata da queste per la costruzione dei favi, ovvero alla cera d’api. È tuttavia un termine piuttosto impreciso, che generalmente indica una sostanza dalle seguenti proprietà: 

* malleabilità a temperatura ambiente;

* un punto di fusione di circa 45° C (113° F), che permette di distinguere le cere da grassi e oli;

* una viscosità relativamente bassa quando fusa (diversamente da quasi tutte le materie plastiche);

* insolubile in acqua (idrofobia naturale).

Le cere possono essere naturali o artificiali. Oltre alla cera d’api, alla cera di carnauba (cera vegetale) e alla paraffina (cera minerale), sono considerate cere naturali anche altre sostanze di origine naturale come quella oleosa secreta dall’orecchio umano. Certi materiali artificiali che presentano le proprietà elencate sopra sono chiamate cere. Dal punto di vista chimico, le cere sono miscele di esteri, alcoli, acidi saturi con catena da 14 a 30 atomi di carbonio. Una cera è un tipo di lipide, si differenzia dai grassi perché può essere un estere del glicole etilenico con due acidi grassi, mentre i grassi sono esteri della glicerina con tre acidi grassi. Altri alcoli possono prendere il posto del glicole etilenico, a seconda della fonte, e molto frequentemente si incontrano cere derivate dall’esterificazione di un alcool monofunzionale a lunga catena. In biochimica si definiscono “cere” un particolare tipo di lipidi. Le loro caratteristiche polari e la loro estrema malleabilità le rendono un materiale molto usato per molte attività umane. Esse hanno una funzione strutturale ed impediscono la perdita di acqua per traspirazione.
La cera per incisioni è un impasto di bitume, cera d’api e mastice in gocce. Viene steso su una lastra matrice, riscaldato leggermente onde ottenere uno strato uniforme e sottilissimo, quindi annerito con una candela per poter poi essere inciso.

 

Candele, che emozione !

Nel passato più di oggi, le candele hanno sempre affiancato le emozioni dell'uomo; ogni storia ha un significato profondo, la luce di una candela rassicura ed illumina anche l'animo più depresso.

Ancor oggi, le cere di questo tipo vengono usate frequentemente dagli alchemici e dai ritualisti ma possono essere impiegate anche come addobbo casalingo o per l'attività commerciale, nelle svariate occasioni di festività e/o per ricorrenze.

Vengono comunque legate ad emozioni e ricorrenze di ogni tipo...!!!

 

Idee-Sapori.it racconta storie ed emozioni:

- Storia delle quattro candele, perché nella speranza troviamo la forza di reagire!!!

 

 

 

 

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